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Lo scareware arriva senza alcun preavviso. Marco, 54 anni, commercialista a Brescia, stava aggiornando le fatture quando il suo PC si è bloccato all’improvviso. Al centro dello schermo è apparsa una finestra enorme, rossa e blu, con il logo Microsoft ben visibile. Un suono acuto e continuo proveniva dagli altoparlanti, mentre il messaggio annunciava: “ATTENZIONE: il tuo computer è stato compromesso. I tuoi dati fiscali sono a rischio. Chiama subito il numero verde per il supporto tecnico Microsoft.”
Marco è rimasto paralizzato per qualche secondo. Anni di documenti, le scadenze fiscali imminenti, tutto sembrava sparire in quel momento.
Quello che stava vivendo è la trappola classica della truffa dello scareware: un falso allarme progettato non per proteggere, ma per far paura. Quella finestra non era un avviso del sistema, ma una pagina web costruita per convincere che ci fosse un’emergenza vera. Grafica e suoni erano calibrati per scatenare il panico nel più breve tempo possibile.
Marco ha chiamato il numero. Dall’altra parte c’era una voce calma e professionale, che si è presentata come tecnico Microsoft. Aveva già pronta la soluzione e il modo per accedere da remoto al suo computer.
Se hai mai vissuto qualcosa di simile, sappi che non sei l’unico.
Come funziona davvero: popup, blocco dello schermo e la chiamata che non dovresti mai fare
Quel messaggio allarmante non era un virus. Era solo una pagina web, e capirlo può aiutarti a non farti prendere dal panico.
Lo scareware si attiva quando clicchi su un banner sospetto, un link in una email o un risultato di ricerca compromesso. Ti ritrovi su una pagina che simula un’emergenza con un codice che fa apparire il messaggio a schermo intero, blocca il cursore e ripete un suono d’allarme. Il browser sembra impazzito, il computer bloccato, ma in realtà il sistema operativo funziona normalmente. Nessun file è stato toccato.
Il falso virus spinge a pensare che ogni secondo perso peggiori la situazione. Il numero verde sullo schermo non è mai il supporto Microsoft, ma collega direttamente ai truffatori. La Polizia Postale italiana ha documentato la truffa e ha avvertito chiaramente: Microsoft non chiamerà mai, né contatterà utenti senza richiesta per segnalare problemi al computer.
Se chiami quel numero, il truffatore ti guiderà passo dopo passo nell’installare un programma che gli darà accesso completo al tuo computer, ai dati, alle password e alle coordinate bancarie.
Puoi bloccare tutto semplicemente spegnendo il computer.
Lo scareware fa leva su una paura precisa: perdere tutto il lavoro di anni in pochi secondi
Tante persone esperte, abituate a gestire uno studio o un’attività, cadono in questa truffa. Non è una questione di ingenuità, ma di come funziona il cervello davanti alla paura.
Quando il messaggio blocca lo schermo, la mente si concentra sull’emergenza invece di ragionare. Scatta un meccanismo automatico di allarme, quello che ci ha aiutato a sopravvivere nel passato. Il pensiero critico si spegne e resta solo l’immagine di anni di fatture, contratti, dati importanti minacciati nel giro di pochi secondi.
Per chi usa il computer soprattutto per la contabilità, questa paura è molto intensa. Quei dati non sono solo numeri, ma il lavoro fatto, i clienti, gli obblighi fiscali da rispettare. L’idea di perderli o di dover spiegare la loro perdita genera ansia e senso di colpa che bloccano ogni ragionamento.
I truffatori lo sanno e mischiano pazienza e rassicurazione nella loro voce. Arrivano nel momento in cui sei più vulnerabile e ti offrono ciò di cui hai bisogno: qualcuno che sembra capire e risolvere il problema.
In realtà, stai consegnando molto più del PC: con l’uso dell’ingegneria sociale, lasci il controllo a chi ha costruito quel problema apposta per te.
Difendersi dal falso supporto tecnico: l’unica cosa che devi fare è spegnere il computer
Quando ti appare quella finestra, il primo obiettivo è spegnere il PC. Non chiamare il numero, non cliccare, non provare a chiudere la pagina. Tieni premuto il tasto di accensione fisico per cinque secondi finché il computer non si spegne del tutto. Punto.
Molti temono di danneggiare i file interrompendo il dispositivo in quel modo. È normale, ma non succede nulla se spegni così durante una truffa di questo tipo. L’unico rischio concreto è lasciare acceso il PC e chiamare il numero sullo schermo.
Tre regole d’oro davanti a una schermata bloccante:
- non chiamare nessun numero, anche se sembra ufficiale
- non installare programmi suggeriti da voci sconosciute
- non inserire dati personali o bancari su finestre improvvise
Dopo aver spento, aspetta qualche minuto e riaccendi normalmente. Di solito il browser si avvia senza il falso messaggio. Se tornasse, potresti avere un software indesiderato installato e dovresti rivolgerti a un tecnico di fiducia, mai a numeri trovati online.
I truffatori puntano proprio su chi si trova solo davanti a un problema sconosciuto. Non restare solo, ma scegli a chi chiedere aiuto.
Hai già chiamato quel numero? Cosa fare adesso per limitare i danni
Se hai già parlato con il finto tecnico, fermati un attimo. Non sei in colpa, succede anche a chi conosce bene il proprio lavoro e la tecnologia. Lo scareware è fatto da esperti della manipolazione psicologica.
Per prima cosa, disconnetti subito internet: stacca il cavo o disattiva il Wi-Fi. Se hai lasciato accedergli al PC, interrompi così la comunicazione e limiti i danni.
Se hai fornito dati bancari o credenziali, chiama subito la tua banca. Spiega cosa è successo e chiedi di bloccare le transazioni. Le banche offrono procedure rapide per gestire queste emergenze.
Poi fai denuncia alla Polizia Postale, online su commissariatodips.it o di persona in un ufficio. La tua segnalazione aiuta a contrastare questi reati.
Fai controllare il computer da un tecnico di fiducia che conosci bene. Qualsiasi programma di accesso remoto installato deve essere rimosso prima di riutilizzare il dispositivo per attività importanti come la contabilità.
Per salvaguardarti da altre truffe simili, può esserti utile leggere anche come riconoscere il phishing.
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