La truffa del bancomat sui siti di annunci: quando il compratore perfetto è troppo bello per essere vero

23 Luglio 2026

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23 Luglio 2026

Il falso allarme virus che blocca tutto: una mattina qualunque in studio

Il falso allarme virus che blocca tutto: una mattina qualunque in studio

È una mattina come tante. Sei al computer, controlli le fatture in scadenza o aggiorni il registro IVA, quando lo schermo cambia improvvisamente colore. Quello che succede è proprio il modo tipico in cui si manifesta il tech support scam: un messaggio che compare all’improvviso, mentre sei concentrato su altro.

Il monitor si riempie di scritte in maiuscolo, loghi di Windows e un conto alla rovescia lampeggiante. “ATTENZIONE: il tuo computer è stato bloccato. Sono stati rilevati virus critici. I tuoi dati sono in pericolo.” Un allarme sonoro o una voce sintetica si ripetono senza sosta. In basso c’è un numero verde da chiamare subito.

Provi a chiudere, ma il pulsante X non funziona. Escape o un clic altrove non servono: la schermata virus falsa rimane bloccata, togliendo ogni controllo. Poco dopo, l’ansia prende il sopravvento. Pensi ai dati contabili degli ultimi anni, ai bilanci, alle password, alle scadenze imminenti. Per chi usa il PC per il lavoro, la paura di perdere tutto è reale, pesante e tangibile.

Questa truffa supporto tecnico si basa proprio su questo: non sfrutta una falla tecnica, ma una vulnerabilità emotiva. Il panico e il senso d’urgenza fanno da leva per far scattare la reazione impulsiva che i truffatori cercano, studiando ogni dettaglio del falso allarme.

Come funziona la schermata bloccante: non è un virus, è una trappola

La sorpresa è che quella schermata non viene da un virus: il tuo computer non è infetto. È una normale pagina web che riproduce fedelmente l’aspetto di un avviso ufficiale di Windows.

Per bloccare l’azione, i cybercriminali usano JavaScript per creare una serie infinita di finestre di dialogo. Ogni volta che provi a chiudere il browser, ne appare un’altra a chiedere conferma. Il risultato è una situazione di stallo in cui il browser sembra impazzito, ma è solo una strategia per bloccarti e spaventarti. Questo genere di pagina si chiama scareware, creata per farti agire senza riflettere.

La Polizia di Stato spiega bene questo meccanismo: il pop-up bloccante imita colori, loghi e linguaggio dei messaggi veri di Windows o antivirus famosi. Se non sei pratico, distinguerlo da un vero avviso è molto difficile, e i truffatori lo sanno.

In realtà, finché non chiami il numero o non segui istruzioni, nulla è stato compromesso: la truffa supporto tecnico si attiva solo con la tua interazione, non attraverso il semplice allarme sullo schermo.

Perché il falso allarme virus fa così paura: la psicologia del panico tecnologico

Non sei stato ingenuo a cadere in trappola. Il meccanismo si basa su un momento preciso di vulnerabilità emotiva, studiata per farti abbassare la guardia. Capire questo ti aiuta a non sentirti in colpa e a non ripetere lo stesso errore.

Tutto scatta dal senso di inadeguatezza tecnologica. Chi usa il PC soprattutto per lavoro — per fatture, conti e documenti — sa che molti dettagli sono complicati. Quel senso di confusione è il terreno perfetto per la truffa. Il messaggio non lascia margini: “Il tuo computer è compromesso” è un’affermazione che chiude ogni dubbio e blocca il ragionamento.

A questa paura si somma il timore di perdere dati insostituibili. Per chi lavora in proprio, perdere i dati contabili significa rischiare la continuità del lavoro. Il panico attivato è simile a quello di una vera emergenza fisica: il cervello cerca subito una via d’uscita, e la voce del truffatore si presenta come la soluzione rapida e sicura.

Questa dinamica — paura, obbedienza, delega — è comune a molte forme di ingegneria sociale: la manipolazione delle emozioni umane più che delle falle tecniche. Non hai sbagliato: hai reagito come chiunque, proprio come previsto dai truffatori.

Come difendersi dal finto tecnico: spegni il computer, salvi tutto

Quando la schermata appare, l’istinto è di fare qualcosa: chiamare, chiedere aiuto, seguire le istruzioni. Ogni dettaglio del tech support scam punta esattamente a far scattare questo impulso. La risposta migliore invece è la più semplice: spegni il computer.

Tieni premuto il tasto di accensione per almeno cinque secondi finché il PC si spegne. I dati non si perdono: i file contabili che temi sono ancora lì, intatti esattamente dove li hai lasciati. Lo script del pop-up bloccante non ha toccato nulla sul disco, ha solo bloccato lo schermo.

Il mito che spegnere il PC in modo brusco possa danneggiarlo è superato. Nei dispositivi moderni il rischio è minimo e comunque infinitamente inferiore a quello di dare il controllo a un truffatore. Dare a uno sconosciuto l’accesso remoto — tramite AnyDesk o TeamViewer — è invece il vero punto di non ritorno. Da quel momento possono rubare dati, installare virus, svuotare conti.

Tre regole da tenere sempre a mente e ripetere come un mantra davanti allo schermo:

Non chiamare mai il numero nella schermata.

Non autorizzare connessioni remote a persone sconosciute.

Spegni il PC e riaccendilo: quasi sempre basta per risolvere.

Se resti insicuro sulla sicurezza del tuo PC, portalo da un tecnico di fiducia, uno scelto da te e non da una schermata di allarme.

Se hai già ceduto il controllo del PC: i passi concreti da fare subito

Se hai chiamato, fornito dati o autorizzato l’accesso remoto, conta ogni minuto. Disconnetti subito il PC da internet, staccando il cavo o spegnendo il Wi-Fi per interrompere la comunicazione con i truffatori.

Subito dopo cambia le password di conti e servizi usati nelle ultime ore, usando un altro dispositivo non compromesso. Se hai effettuato un pagamento, avvisa la banca per bloccare la transazione.

Fai denuncia alla Polizia Postale tramite il portale del Commissariato di P.S.: la segnalazione tempestiva può fermare i truffatori e serve a tutelarti. Parla anche con il tuo commercialista, soprattutto se i dati contabili sono stati esposti, per decidere come procedere.

Cadere vittima di un tech support scam non è una colpa. La denuncia è il gesto più importante che puoi fare per proteggere te stesso e gli altri da questa rete di inganni.

Dott. Davide Algeri
Dott. Davide Algeri

Dott. Davide Algeri

Psicologo, Psicoterapeuta & Cyberpsicologo Studioso e appassionato di tecnologie positive, fondatore di diversi progetti innovativi che coniugano la psicologia e le nuove tecnologie.